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Candidato al FunkyPrize il progetto Open Hardware GNU/Linux PowerPC Notebook

Il 29 dicembre 2017 abbiamo candidato al FunkyPrize il nostro progetto “Open Hardware GNU/Linux PowerPC Notebook”. Il FunkyPrize è il premio in memoria di Funky Professor Marco Zamperini. Il FunkyPrize intende contribuire a colmare il vuoto creato dalla sua prematura scomparsa, incentivando coloro che intendono portarne avanti la missione, per un utilizzo di Internet più maturo, consapevole e diffuso nel nostro Paese, e per lo sviluppo delle potenzialità della rete come strumento di miglioramento della qualità della vita e di creazione di nuove forme di partecipazione alla vita sociale ed economica del Paese.

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Le linee guida che costituiscono il “Manifesto” del FunkyPrize.

Il digitale deve migliorare la vita delle persone
Il digitale è connessione, scambio e cooperazione
Scambio e cooperazione generano innovazione
Innovazione è uso creativo di ciò che esiste già
Il digitale è qui e ora

Descrizione dell’attività:

Stiamo costruendo un gruppo di acquisto solidale per commissionare ad un innovativo produttore e progettista hardware italiano un notebook PowerPC secondo la filosofia Open Hardware che supporti nativamente Linux.

La scelta di far realizzare ad un piccolo produttore questo notebook è sia etica che obbligata e segue i paradigmi di una economia incentrata sull’essere umano: dove c’è passione e collaborazione l’accumulare il capitale non è il valore di riferimento, e per il produttore che è stato selezionato per la sua esperienza con la piattaforma PowerPC è sufficiente avere un profitto modesto che gli permetta di tenere in piedi la sua attività.

La comunità che stiamo formando attorno a questo progetto è molto più di un gruppo di acquisto poichè, oltre a raccogliere i soldi necessari per realizzare gran parte del prodotto hardware,  si adopera direttamente affinché su questo portatile funzionino egregiamente GNU/Linux ed altri sistemi operativi.

La scelta di supportare la piattaforma PowerPC è giustificata da un’interessante situazione tecnologica: le CPU attualmente in produzione hanno una buona capacità computazionale in rapporto al consumo energetico, il kernel Linux le supporta adeguatamente, esistono diversi sistemi operativi basati su Linux che funzionano egregiamente, hanno un’ottima affidabilità e prezzi abbastanza contenuti. Il problema fondamentale è la totale mancanza di visibilità e informazioni a disposizione di tutti, poiché le grandi firme del settore informatico non usano questi processori nei prodotti per le grandi masse. Al contrario, nel grande mondo che ruota intorno ad Intel e ARM esistono tutti i grandi marchi e la concorrenza è veramente forte, per cui non avrebbe senso creare l’ennesima associazione che supporti queste soluzioni.

La nostra comunità si occupa di far conoscere il progetto al fine di  permettere la formazione di  un gruppo sufficientemente grande  capace di realizzare il progetto.

Forum http://forum.powerpc-notebook.org/
Questionario http://survey.powerpc-notebook.org/
Wiki http://wiki.powerprogress.org/

Social media:
https://twitter.com/powerpcnotebook
https://www.facebook.com/powerpcnotebook/
https://www.linkedin.com/groups/7300932
https://plus.google.com/communities/103352717884355831498

Perché pensiamo che il nostro progetto sia vicino al Manifesto del FunkyPrize

Mettere insieme un gruppo vasto, distribuito sui 5 continenti e creativo composto da persone con competenze estremamente diverse, disposte a collaborare per progettare da zero un notebook secondo la filosofia dell’Open Hardware è un progetto coraggioso e forse anche un po’ folle, che nulla ha che vedere con le logiche di mercato perseguite da TUTTI i produttori di notebook esistenti.

Far cooperare su base volontaria tutte queste persone differenti e lontane è stato possibile grazie alla condivisione di una visione comune: mettere ognuno a disposizione le proprie competenze e il proprio tempo per progettare e realizzare insieme un notebook adatto agli appassionati del software libero e della progettazione in Open Hardware e, perchè no, tutti quanti. Insieme scopriamo il piacere di modulare aspetti tecnologici di cui il semplice consumatore non sa neppure l’esistenza. Il piacere della condivisione diventa così il motore che spinge a comportamenti virtuosi che hanno nella generosità il fulcro.

Ci sono persone che studiano i componenti hardware più idonei per GNU/Linux e che si adoperano affinché tutto il progetto hardware sia libero, persone che cercano di trovare degli chassis notebook in cui alberghi la scheda madre; persone che contattano testate online per fare pubblicare il progetto, altre che traducono nelle varie lingue, altre che cercano di attivare ad uno ad uno i follower del progetto, altre ancora che donano il proprio denaro per finanziare l’ingegnerizzazione dello schema elettrico del pcb, dei prototipi, del firmware e del software; infine altre che testano i pacchetti di GNU/Linux su architettura PowerPC.

Tutte lo fanno con l’obiettivo di lasciare alla comunità qualcosa di aperto ed ampliabile.

Questa comunità di appassionati si è organizzata inizialmente attorno ad un sito web realizzato con wordpress dove è stato lanciato il progetto, poi tramite una newsletter e dei questionari fatti con limesurvey abbiamo iniziato a coinvolgere maggiormente le persone.

Siamo presenti sui social media come twitter e facebook, per lavorare sfruttiamo moltissimo la piattaforma Slack oltre ad alcune mailing list. Facciamo riunioni periodiche su IRC, e quando serve parlarsi usiamo indifferentemente Skype, Hangouts, Meet e Zoom e usiamo molto la piattaforma Google Docs per lavorare in modo condiviso su documenti e presentazioni.

Per i modelli 3D stiamo testando vari pacchetti quali Blender,FreeCad, FormZ, e il tool condiviso Clara. Per la modellazione degli schemi elettrici il progettista usa Orcad ( esiste KiCad come software open source per la progettazione schemi elettrici e pcb, si riescono ad importare solo parzialmente i progetti Orcad)

Il centro della nostra attività è l’essere umano, per noi è primario trattarci bene e fare in modo che la passione guidi il progetto rendendolo  qualcosa di gratificante per i volontari.

Anche le attività  finalizzate a supportare la raccolta delle donazioni per la progettazione della scheda madre è gestita seguendo questo approccio, così come le interazioni con il produttore e il progettista: tutti i partecipanti attivi sono stimolati e coinvolti verso un approccio costruttivo e collaborativo. Per ogni attività intrapresa si stimolano le persone a cambiare le proprie abitudini per cercare di utilizzare soluzioni software Open Source, cercando di limitare l’adozione di software proprietari laddove strettamente necessario, come lo è stato l’appoggiarsi a PayPal per la gestione delle donazioni.

Attorno a questi ideali e per realizzare tutto ciò abbiamo fondato un’associazione no profit chiamata Power Progress Community che ha sede legale a Rozzano(MI), ma iscritti distribuiti sui 5 continenti.

Per innovare è necessario che ricerca, progettazione e sviluppo vedano più coinvolta la collettività, e per questo abbiamo scelto Open Hardware, una filosofia che si basa su circuiti modificabili, riparabili basata  su driver open source, e che vede come sistema operativo libero di riferimento GNU/Linux.

In ogni nostra attività cerchiamo sempre di collaborare con altri associazioni e progetti che capiscano e condividano il nostro approccio, cercando di accogliere consigli e visioni differenti, questa è la nostra attitudine.

Non ragioniamo con i paradigmi del mercato e del profitto: non desideriamo realizzare un computer super-prestazionale, ma cerchiamo innovare condividendo una visione e trovando gli strumenti più adatti per raggiungerla.

E’ per noi fondamentale che la produzione avvenga nel rispetto delle condizioni lavorative umane, per questo il primo produttore coinvolto è italiano che garantisce una produzione in Italia. Una volta pubblicamente disponibili i sorgenti per la produzione della scheda madre, la conoscenza e l’esperienza maturata sarà diffusa e condivisa, abbassando le barriere di progettazione e produzione, e semplificando l’ingresso di altri produttori, favorendo così l’occupazione.

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